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ArianInPiazza è una mostra-evento organizzata dal CIRI, Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale, Unità Operativa Tecnologie innovative applicate al restauro, recupero e riqualificazione del patrimonio, a cura dei ricercatori Alessandro Iannucci, Mariangela Vandini e Giuseppe Garzia; costruito in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna.
Costruita nel 1611 dai padri Barnabiti su disegno di A. Mazenta. La facciata è opera di E. Fichi (1636), autore delle statue superiori, mentre quelle sottostanti sono di G. C. Conventi. All'interno, nella volta affreschi di G. e A. Rolli (1695-1704); nell'abside e nella cupola di G. A. Caccioli e P. F. Farina (1718); dipinti di Mastelletta, L. Carracci, G. Cavedoni, A. Lomi, Guercino, N. Tornioli, P. F. Cittadini, V. Spisanelli, F. Brizio, L. Garbieri, L. Massari. Sull'altare maggiore si trova il gruppo marmoreo della Decollazione di San Paolo di A. Algardi (1641-44).
I protagonisti di questa mostra sono sette pittori - Bruno Cassinari, Ennio Morlotti, Alfredo Chighine, Franco Francese, Rinaldo Bergolli, Giorgio Bellandi e Ludovico Mosconi - i primi quattro dei quali, più maturi, li troviamo fin dall'estate del 1945 dentro un dibattito che oggi potremmo ridefinire un'interrogazione sulle «conseguenze del cibismo», in quanto fondato sulla coscienza del ritardo italiano rispetto alle correnti dell'avanguardia europea. Dei vigorosi inizi del tempo di ricostruzione, trascorso creando una formulazione dell'immagine tra astrattismo e informale, gli artisti conserveranno un'impronta netta e riconoscibile anche nei decenni successivi e all'interno di orizzonti profondamente mutati.
Quadri di una collezione, infine, allude a una collezione interrotta e quindi ancora da ragionare, di cui il gruppo di opere che presentiamo doveva costituire le prime pagine e che può continuare in più direzioni.
LE DUE FORTEZZE: IL CENTRO MUSEALE MULTIMEDIALE DEL SISTEMA FORTIFICATO LUNIGIANESE
Lo scopo del progetto è quello di esporre ad un pubblico ampio e multiforme la ricchezza del sistema fortificato della Lunigiana, espressione delle vicende storiche, artistiche ed umane delle due province di Massa Carrara e della Spezia, con particolare attenzione alle fasce dell'età scolare primaria e secondaria.
L'antica chiesa dell'Abbazia di San Fabiano e Sebastiano è uno dei monumenti più antichi ed importanti della Valle del Lavino.
Alterne vicende hanno accompagnato la sua vita millenaria: convento benedettino, nel 1586 passò al Collegio Montalto di Bologna; nel 1797, a seguito delle soppressioni napoleoniche, divenne proprietà privata delle famiglie Castelli, Nicoletti ed infine Mainoldi che nel 2000 donò al Comune di Monte San Pietro la chiesa destinata, dopo importanti restauri, a sede del Museo della Badia del Lavino.
Cesare Bardelli fu uno dei più grandi baritoni italiani del XX secolo e fra i più internazionali del suo tempo.
il Museo Teatrale di Vercelli ospita una sezione espositiva dedicata a Cesare Bardelli, fortemente voluta dalla figlia Vera, che raccoglie costumi teatrali, accessori, gioielli di scena, spartiti, foto di artisti con dediche, foto di repertorio in scena, libretti e locandine dei vari teatri internazionali, contratti, giornali e riviste, articoli musicali, ceramiche e porcellane, quadri, coppe, medaglie, registratori, dischi, nastri, CD e DVD.
Il paese di Montecastelli, allo scopo di raccogliere e conservare attrezzi da lavoro agricolo e domestico utilizzati tra la fine dell’800 e l’inizio del’900, ha recentemente allestito un Museo della civiltà contadina.
Il Museo è nato grazie alla collaborazione degli abitanti di Montecastelli, che hanno creduto in questo progetto, donando tutti gli oggetti esposti. Gli strumenti e gli attrezzi, opportunamente restaurati e catalogati testimoniano la vita, che si svolgeva nel paese, talvolta in condizioni economiche ed ambientali assai difficili.
Nel Museo sono documentate anche le diverse attività artigianali del passato, in modo che il visitatore possa capire meglio tecniche e mestieri, riscoprendo in tal modo un’epoca altrimenti perduta per sempre.
L’Ente, preposto alla conservazione dei beni archeologici, museali e librari affidati alle sue cure, provvede contemporaneamente all’espletamento di una gamma di attività per la loro valorizzazione e utilizzazione, promuovendo – in proprio nella sede di palazzo Almerici o in collaborazione con le amministrazioni locali in sedi differenziate – la realizzazione di dibattiti, conferenze, seminari, nonché convegni di studio e mostre di alto livello culturale.
L’Ente Olivieri, per la funzione svolta in ogni campo delle attività educative e culturali a livello locale, regionale e nazionale, ha ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali il riconoscimento di “Ente di notevole interesse culturale”, che lo ammette ad usufruire anche delle provvidenze previste su scala nazionale a tale riguardo.
Il Parco ed il Museo archeologico di Travo si trovano in Val Trebbia, provincia di Piacenza, a 25 km dal capoluogo in direzione Genova.
Caratteristica principale del Parco archeologico è la conservazione in vista di parte delle strutture preistoriche messe in luce nel corso delle campagne di scavo svoltesi nell’area dal 1995 sino ad oggi.

Il Villaggio Neolitico di S.Andrea infatti presenta una fitta rete di strutture abitative e funzionali ben conservate, parte delle quali ora mantenute a vista. Dal 2010 sono visibili anche le ricostruzioni di alcuni edifici neolitici in scala reale, allestiti con materiali e oggetti copie di quelli realmente ritrovati in sito.

Il Museo archeologico, inaugurato nel 1997 con sede nel Castello di Travo, nasce dalla volontà di illustrare la storia del popolamento antico del nostro territorio: 175 siti archeologici, 64 dei quali preistorici o protostorici, 90 romani e 21 medievali o moderni.
I materiali provenienti da queste ricerche trovano spazio nelle sale del Museo, in un allestimento che porta dal Paleolitico fino all’Età Romana.
Il Museo del Patrimonio Industriale documenta, visualizza e divulga la storia economico-produttiva della città e del suo territorio dall’Età Moderna a quella Contemporanea.
Collocato nella prima periferia, ha come suggestiva sede una fornace da laterizi ristrutturata risalente alla seconda metà del secolo XIX.
Fa parte dell’Istituzione Musei Civici del Comune di Bologna.
Arte Sociale a Pesaro - II edizione
Per il secondo anno il progetto di arti e cultura per la città si svolgerà nella sede della Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive proponendo più di quindici iniziative intorno al tema scelto per questa edizione: “detto brutalmente, la felicità”.
Dal 21 settembre al 20 ottobre 2013 presentato dall’associazione Radio Pereira in collaborazione con altre associazioni, gruppi di lavoro e artisti, realtà locali, il Comune di Pesaro e diversi sponsor.
Il Viotti Festival è la stagione concertistica della Camerata Ducale che dal 1998 rappresenta una delle più interessanti realtà musicali del panorama nazionale ed internazionale. La rassegna nasce da un’idea dei fondatori dell’Associazione Camerata Ducale, con l’obiettivo far riemergere dall’oblio le composizioni di Giovan Battista Viotti e altri celebri autori vissuti a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento. Il progetto è ambizioso, ma con il sostegno della Città di Vercelli il disegno culturale prende forma e si concretizza nella manifestazione L’Arco Incantato.